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La conquista della prevenzione

A partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’Italia e tutti i paesi occidentali sono entrati in un’epoca di benessere diffuso. L’allungamento della vita media, la ricchezza generalizzata, lo sviluppo in campo medico scientifico hanno contraddistinto la seconda metà del Novecento rivoluzionando lo stile di vita di milioni di persone.
Tutti questi traguardi hanno modificato profondamente il concetto di salute spostando il focus sulla prevenzione prima che sulla cura della malattia.
Le conoscenze scientifiche raggiunte ci permettono di sapere quali comportamenti sono deleteri per la nostra salute e quali esami fare per tenere sotto controllo eventuali problemi.
Se questo è sicuramente un grosso e irrinunciabile passo avanti, il 2020 e la pandemia da COVID-19 ci hanno fatto capire che è arrivato il momento di ampliare i concetti di malattia e prevenzione per riflettere sul benessere con un approccio olistico.

Un nuovo concetto di salute

L’approccio olistico, od olistico-integrativo, considera l’essere umano come un insieme di elementi interconnessi tra loro: mente, corpo, ambiente e relazioni sociali. Tutti questi elementi sono interdipendenti e interagiscono tra di loro, influenzando il benessere dell’individuo.
Per le filosofie olistiche il tutto non è mai la somma delle sue parti, e la salute non può limitarsi ad essere definita come l’assenza di malattia.
Ad esempio se si ha un malessere fisico, non bisognerà limitarsi a curarlo, ma bisognerà considerare anche gli effetti psicologici che può avere sulla nostra vita di tutti i giorni e sulle nostre relazioni.
Invece di focalizzarsi solo sui sintomi, bisogna cercare di comprendere le cause profonde che portano a tali condizioni e di trattare la persona nella sua totalità, coinvolgendo tutti gli aspetti della sua vita. Ciò significa che, oltre alle cure mediche tradizionali, possono essere utilizzati anche la meditazione, la nutrizione, l’attività fisica e altri interventi che promuovono il benessere e l’equilibrio psicofisico.
L’approccio olistico considera anche l’importanza dell’empowerment dell’individuo, ovvero la sua capacità di assumere un ruolo attivo nella propria cura e di prendere decisioni consapevoli riguardo al proprio benessere. In questo modo mira a promuovere uno stato di salute ottimale, anziché solo la cura di una malattia specifica.

Prevenzione e benessere: quali sono i fattori di rischio

Quando si adotta un approccio olistico al concetto di salute, la prevenzione diventa un punto cardine per il benessere. La prevenzione è stata una delle grandi conquiste moderne, ha definito degli schemi comportali da seguire per non incorrere in problemi, ha instaurato una cultura del check-up preventivo con cui si riescono a scongiurare ogni anno tantissime malattie.
Per una prevenzione completa bisogna conoscere quali siano i fattori di rischio, ovvero le caratteristiche o condizioni che aumentano la probabilità di sviluppare un disturbo.
I ricercatori suddividono i fattori di rischio in tre grandi categorie:

  • Fattori di rischio individuali: sono le caratteristiche personali che possono aumentare il rischio di sviluppare una patologia o un comportamento problematico, come ad esempio l’età, il sesso, la genetica, la salute mentale, la personalità, lo stile di vita, le cattive abitudini.
  • Fattori di rischio micro-ambientali: includono le caratteristiche e le influenze dei contesti in cui l’individuo si trova in contatto indiretto, come la famiglia, la scuola, il gruppo di amici.
  • Fattori di rischio macro-ambientali: includono le caratteristiche della comunità con cui l’individuo è in contatto in modo indiretto, ma che esercitano una qualche influenza, come il quartiere, la città o il Paese.

Se ognuno di noi ha potere di controllare i propri fattori di rischio individuali, mantenendo uno stile di vita sano e facendo regolari controlli medici, quelli ambientali sono più difficili da gestire e rientrano nell’ambito di competenza delle istituzioni. Quello che si può fare a livello individuale è chiedere ai propri referenti politici una promozione capillare della salute, perché, sempre adottando un approccio olistico, individui sani andranno a comporre una società sana.

Il benessere psicologico come sinonimo di salute

Se si vuole arrivare ad una società più sana nel suo complesso il benessere psicologico deve essere considerato un aspetto fondamentale della salute e del benessere in generale.
Il concetto di benessere psicologico si riferisce alla capacità dell’individuo di sperimentare e di mantenere un equilibrio emotivo positivo, di avere un senso di significato e di realizzazione personale, e di interagire in modo efficace con gli altri e con l’ambiente circostante.
A partire proprio dal 2020 la salute mentale è diventata uno dei temi caldi del dibattito pubblico in Italia e nel mondo, visto che la pandemia e il primo lockdown hanno messo in crisi un’idea del lavoro come unica ragione d’essere dell’individuo all’interno della società. Se si è iniziato a parlare di quiet quitting ed equilibrio tra vita privata e professionale è proprio per un rinnovato interesse nel concetto di salute mentale e felicità individuale. Soprattutto le nuove generazioni si sono appropriate del mantra olistico secondo cui l’assenza di male non è sinonimo di benessere, applicandolo al campo della salute mentale. Se fino a una ventina d’anni fa, i problemi mentali comprendevano soltanto delle vere e proprie patologie diagnosticate da uno psichiatra, oggi per parlare del benessere mentale di un individuo vengono presi in considerazione una serie di fattori come l’autostima, la resilienza, la soddisfazione personale e il senso di appartenenza.
Se ci troviamo a vivere, lavorare e agire in contesti tossici è ovvio che il nostro benessere mentale ne possa risentire, per questo bisogna concentrarsi sul benessere psicologico attraverso l’adozione di comportamenti sani e la valorizzazione delle risorse personali. Ciò significa anche uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata, esercizio fisico regolare, riposo adeguato e riduzione dello stress.

Abbiamo visto come il concetto di salute abbia subito cambiamenti notevoli nel corso dell’ultimo secolo, passando dalla semplice assenza di malattia, alla prevenzione delle malattie, fino a comprendere il benessere psicofisico complessivo dell’individuo e dalla società.
Gli ultimi tre anni sono sicuramente stati difficili, ma possono essere un trampolino di lancio per riuscire a costruire relazioni personali, sociali, lavorative più sane che abbiano come scopo la felicità e il benessere diffuso.

La strada ovviamente è ancora lunga, ma se si adotta la cultura della salute come un approccio globale, coinvolgendo non solo le singole persone, ma anche le istituzioni e la società nel suo insieme, possiamo dire di aver preso la via giusta!